Mercoledì scorso ho seguito un web-in-air intitolato “the Science ofTwitter” tenuto da DanZarrella, gratuito e online 🙂 su come aumentare i retweet e i follower.
Dan parlava molto velocemente (anche per sua ammissione) e nonostante le slide stargli dietro è stato impegnativo. Grazie alla ottima organizzazione di HubSpot il giorno seguente hanno mandato a tutti i partecipanti la registrazione e le slide così scrivere questo post di riepilogo è più semplice.
Dan si definisce uno scienziato dei social e ha scritto tre libri su twitter e il quarto è in cantiere. Se volete saperne di più su di lui seguite il suo profilo su twitter. Il webinair invece è possibile ripercorrerlo anche a distanza di tempo grazie all’hashtag usato dai partecipanti #twittersci. Qui invece potete trovare le slide. E ancora per chi vuole cimentarsi con l’inglese veloce di Dan può trovare qui la registrazione completa.
Altrimenti potete continuare a leggere qui 😉
Innanzitutto i contenuti del webinair sono stati, in breve:
- Cosa rende il contenuto su Twitter coinvolgente.
- Come ottenere più followers, retweet e clicks.
- Cosa non twittare.
- L’importanza dell’orario e della frequenza dei twee.
- Miti da sfatare sul Marketing di Twitter.
Dan inizia però dicendo che la cosa più interessante del webinair non è il fatto che sia lui a tenerlo, ma che ci siano centinaia di persone connesse che twitteranno dello stesso argomento usanto l’hashtag dedicato creando così una grande community di cui chiunque può far parte e seguire il webinair. La cosa ancora più interessante è che, partecipando, probabilmente molti guadagneranno nuovi follower proprio perché entreranno in contatto con altre persone che condividono gli stessi interessi (io quella sera ne ho guadagnati 10). Grazie all’hashtag inoltre è stato possibile interagire con Dan e fargli delle domande dato che lo stream dell’hashtag era visibile accanto al video del webinair quindi costantemente sotto gli occhi di Dan.
Il primo punto sollevato riguarda la scientificità del social media marketing, Dan dice di aver sentito suggerimenti del genere degli “unicorni e arcobaleni” come dicono gli inglesi, cioè spiegazioni un po’ vaghe e poco consistenti del perché gli utenti interagiscano in una certa maniera con i social media. (Consigli come “siate super-carini, o abbiate una personalità ecc..” non sono cose non vere, ma non sono la reale motivazione che sta dietro il successo nei social media). Dan si definisce lo scienziata dei social media proprio perché vuole andare a vedere cosa c’è dietro, quali sono i reali motivi.
Questo è il motivo per cui nel webinair verranno portati dati reali del comportamento degli utenti su Twitter e non teorie fantasiose. Anche perché il trend dell’ultimo anno è quello di fornire alle aziende molti dati riguardo al comportamento degli utenti sulle piattaforme social. Ma cosa farsene di tutti questi dati? Dovrebbero servire a migliorare il business, in teoria. Dico in teoria perché poi si sopre che non tutti sanno utilizzare correttamente la grande quantità di dati che sono oggi in nostro possesso sugli utenti e i loro comportamenti.
Dan, è interessato a questi dati per migliorare le vendite, per lavorare meglio e con migliori risultati, e tutti gli addetti marketing dovrebbero essere interessati alla stessa cosa: a presentare dati reali e utili, che diventino strumenti per fare meglio il nostro lavoro.
Partiamo coi dati quindi. Dan mostra che esiste una correlazione positiva tra il numero di tweet e il numero di link in entrata, quindi una buona SEO.
E così abbiamo il primo “takeaway” (letteralmente, “da portar via, da asporto” qui significa qualcosa da ricordarsi di questo webinair, un consiglio utile da tenere con sè):
Twitter è la chiave per tutte le forme di comunicazione e marketing online.
Dan ci dice poi che tanti account twitter ad oggi non hanno la foto del profilo, non hanno una bio, e non hanno un link alla propria homepage e proprio questi account hanno un numero significativamente inferiore di follower rispetto a quelli che invece hanno un’immagine di profilo, una bio e il link al proprio sito.
E’ come essere ad una festa e tra gli invitati vedere una persona con un sacchetto della spesa in testa, non è che non parlerete con questa persona ma sicuramente sarete meno propensi a mettervi in relazione con qualcuno di cui non vedete la faccia. Quindi il takeaway è:
Trovate il tempo di completare il vostro profilo
E completatelo spiegando chi siete e perché qualcuno dovrebbe seguire proprio voi. E fate attenzione alle parole che utilizzate per descrivervi perché anche queste influenzano il numero di followers: chi ha nella bio parole come “ufficiale”, “fondatore”, “rappresentante”, “esperto”, “guru”, “autore” ha più follower della media. Immaginate sempre di essere a quella festa, se individuate l’autore di quel libro che vi piace tanto sarete ben contenti di stare a sentire quello che ha da dire. Quindi:
Dite alle persone perché dovrebbero seguirvi.
Nel grafico successivo Dan sfata il mito che partecipare alle conversazioni su twitter porti followers, i dati mostrano che gli account con più di 1000 follower partecipano meno nelle conversazioni di quelli che hanno meno di 1000 followers. Quindi a meno che voi non siate famosi:
Non fate affidamento sulle conversazioni per aumentare la vostra portata.
Ovviamente se la vostra attività su twitter consiste in un customer service sì, rispondete e partecipate alle conversazioni.
Cosa è importante allora per essere seguiti su Twitter? Il contenuto, twittare del contenuto interessante e link ad esso. La maggior parte dei tweet degli account più seguiti contengono un link a del contenuto di valore. Quindi:
Condividete link interessanti per aumentare la vostra portata.
Twitter è un mezzo “broadcast” (di trasmissione), al centro c’è il contenuto e le persone scelgono di seguirvi perché considerano il vostro contenuto interessante altrimenti non lo fanno. Twitter è un mezzo a due vie, voi proponete del contenuto, ma l’utente può scegliere se seguirlo o meno. Da qui l’importanza di condividere link interessanti.
La prossima analisi riguarda il numero medio di tweet al giorno posto in relazione con il numero di follower e si trova un picco di follower per quegli account che condividono in media 22 tweet al giorno.
22 tweet al giorno è una buona media, ma attenzione Dan non sta dando un numero magico per ottenere più follower, l’insegnamento che bisogna trarre qui è che:
E’ difficile twittare “troppo”.
A meno che non twittiate tutto insieme in un lasso di tempo brevissimo, il che potrebbe veramente infastidire i vostri follower, è difficile riuscire a twittare troppo. Quello che conta comunque è sempre twittare contenuto interessante.
Non parlate di voi in continuazione, più i tweet sono auto-referenziali minore è il numero di followers. Tornando sempre alla nostra festa, immaginate che nel gruppo ci sia una persona che parla sempre di se stessa, presto vi stuferete di starla ad ascoltare. La stessa cosa succede si Twitter.
Infatti, il contenuto che viene ritwittato contiene meno parole auto-referenziali. In pratica, tweet che parlano di voi stessi vengono statisticamente ritwittati di meno. Quindi:
Smettete di parlare di voi.
Alle persone semplicemente non importa cosa state mangiando o in che città siete, se usate twitter per rimanere in contatto con gli amici fate pure, altrimenti smettete di parlare sempre di voi.
La stessa correlazione si ha con le parole negative, maggiori sono meno sono i followers. Pensateci, le persone si collegano ai social non per sentire lamentele di quanto faccia schifo il mondo o vadano male le cose, ma per trovare contenuto interessante, per sentire gli amici, per svagarsi un po’. Quindi:
Non fate la parte di Debbie Downer.

(Debbie Downer era un personaggio di saturday night live e il suo nome è un modo di dire in slang per definire una persona che porta sempre cattive notizie, noi lo tradurremmo con “uccello del malaugurio”).
Tornando al party immaginate di raccontare di aver vinto alla lotteria mentre c’è questo tizio che racconta che gli è morto il cane. Vi dispiacerà per lui all’inizio, finché non vi renderete conto che questa persona non fa altro che raccontare cose negative. Allora non lo vorrete più ascoltare.
La prossima analisi è stata fatta su account di persone famose o con molti followers come l’Huffington post per esempio e è stato misurato il CTR (qui equivale al numero di click su quel link diviso il numero di followers) in relazione al numero di link twittati per ora. Il CTR scende se nella stessa ora viene twittato più di un link, e continua a scendere al crescere del numero di tweet per ora.
(Qui Dan ci insegna anche un trucchetto per vedere le statistiche di un link accorciato con bitly: prendete uno di quei link copiatelo nella barra del browser e aggiungete un “+” alla fine dell’url e otterrete una pagina con le statistiche per quel link.)
Il fenomeno descritto Dan lo chiama Link Fatigue, “fatica da link”, per esempio quando tramite TweetDeck (programma per monitorare twitter e facebook insieme in un’unica piattaforma) per uno stesso account vede un link rimanere nello stream per un po’ di tempo ci sono più probabilità che ci clicchi su dopo un po’ piuttosto che se ne vede un centinaio passar via in fretta. Quindi:
Per ottenere più click, twittate più lentamente.
Quindi la ricetta è: twittate e lasciate riposare. Soprattutto se state condividendo il vostro contenuto, link al vostro blog. Altrimenti se twittate contenuto di altri questo è meno importante.
Un’altra cosa osservata dai dati è che all’aumentare della lunghezza del tweet aumenta anche il CTR fino ad un massimo di 130-135 caratteri. Più pixel usate più attirate l’attenzione, anche creando spazio bianco. Quindi:
Fate degli esperimenti con tweet più lunghi.
Non prendete questo come una cosa certa perché il vostro pubblico potrebbe essere diverso da quello analizzato, che è solo un campione, ma vale la pena fare delle prove.
Anche la posizione del link all’interno del tweet è correlata al CTR. I link che sono posizionati tra l’inizio e la metà del tweet hanno un maggiore CRT. Ciò che comunemente si fa è twittare il titolo del post e poi il link ad esso così che il link finisce piuttosto alla fine. Ma i dati ci mostrano che vengono cliccati di più i link che si trovano nel primo 25% del tweet, quindi:
Cercate di posizionare il link nel primo 25% del tweet.
E anche qui fate delle prove, il concetto è quello di cercare di attirare maggiormente l’attenzione.
Tweet che contengono parole più “attive” come verbi e avverbi invece che nomi e aggettivi vengono ritwittati di più. Una specie di call-to-action insomma, parlare di azioni, chiedere agli utenti di fare qualcosa di fatto porta azione, e nello specifico retweet. Se volete che una persona faccia qualcosa…chiedeteglielo! Questa è una di quelle verità che nel marketing è risaputa, ma sembrava ce ne fossimo dimenticati e siamo rimasti sorpresi che funzionasse anche su Twitter. Quindi:
Parole che descrivono azioni ottengono più click
Veniamo agli hashtag: non fanno molta differenza nel CTR. C’è una controversia aperta sugli hashtag. Quando questi vengono inseriti nei tweet perché si pensa che le persone vadano a cercare quella specifica parola, Dan giustamente si chiede perché uno dovrebbe cercare “#parola” e non “parola” e basta così da ottenere tutti i risultati, quelli con e quelli senza #. Infatti secondo Dan, gli hashtag vanno molto bene per gli eventi, proprio come nel caso di questo webinair.
Gli hashtag non fanno male ma probabilmente non aiutano neanche tanto.
Ciò che invece fa la differenza è l’orario. Anche qui non prendete questi dati come immutabili ma sperimentate con il vostro pubblico quali orari funzionano meglio. L’idea è che i tweet funzionino meglio verso sera, quando c’è meno gente che “parla” e quando quindi la nostra voce può essere sentita meglio. Lo stesso avviene con i giorni della settimana. I tweet sono più efficaci durante il weekend, quando la gente ha il tempo per leggere. Il maggior numero di retweet invece avviene intorno alle 16.30, quando Twitter diventa un po’ più tranquillo. Quindi:
Twittate più tardi, per ottenere più click.
Continuando sul discorso dei retweet, la top 20 delle parole più retwittate è:
- you
- please
- retweet
- post
- blog
- social
- free
- media
- help
- please retweet
- great
- social media
- 10
- follow
- how to
- top
- blog post
- check out
- new blog post
Non c’è un rapporto causale tra queste parole e i retweet ma una correlazione quindi bisogna pensare al perché proprio queste parole sono le più ritwittate. Prendete la prima per esempio: Tu. Se è presente questa parola vuol dire che vi state rivolgendo al vostro pubblico direttamente. E magari gli state offrendo qualcosa di gratuito o un nuovo blog post. Non sono parole magiche ma idee. Usatele come idee, come posso parlare di più al mio pubblico in maniera diretta per esempio.
Tra le parole meno retwittate ci sono parole che annoiano come “partita”, “andando” e “haha”. Qundi:
Non siate noiosi.
La maggior parte dei tweet ritwittati contengono un link. Quando volete più retweet condividete un link percé ciò che conta è il contenuto. Quello che però è ancora più interessante è che quasi il 15% dei link ritwittati non sono stati cliccati. Le persone ritwittano ma non leggono quello che condividono. Quindi:
Il titolo è importante tanto quanto il corpo del testo.
Please Retweet ha 4 volte più probabilità di essere ritwittato di please RT. Quindi non abbreviate. E ritorna il concetto delle social call-to-action che funzionano molto bene. Le persone fanno se gli viene chiesto con gentilezza, e chiedere è più efficace anche dell’ipnosi 😉
Altri dati mostrano come i tweet che vengono maggiormente ritwittati contengono parole meno comuni, più rare, quindi:
Twittate cose nuove o ditele in modo nuovo.
Se twittate quello che twittano tutti gli altri perché dovrei ritwittare proprio voi o perché dovrei seguirvi. Pensate a quello che è il vostro valore unico che avete da condividere e sfruttatelo al meglio.
Grazie a Dan Zarrella per questo contributo interessante.
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