Un sacco di persone mi chiedono perché faccio un lavoro così diverso da ciò che ho studiato all’università.

La maggior parte di loro mi guarda anche con uno sguardo triste e mi dice:”che peccato!”

Ma perché?!

La spiegazione che mi sono data è che loro non sappiano esattamente in cosa consista “fare-un-sito-web”.

Non sanno quanta psicologia sia coinvolta.

Soprattutto perché attualmente faccio disegno di prodotto. Costruisco la struttura, l’architettura, l’organizzazione dei contenuti, e infine l’interfaccia che è un insieme di elementi su uno schermo con cui deve interagire proprio un essere umano. E cosa c’è di più importante della psicologia, che studia proprio gli esseri umani e come questi ragionano e interagiscono con l’esterno?

Questo è il motivo per cui devo tener conto delle regole della percezione, le quali sono studiate e fissate da degli psicologi, guarda caso, e che servono a determinare ciò che i nostri occhi realmente vedono. Dato che noi non vediamo solamente con gli occhi ma anche con il cervello c’è bisogno di avere come minimo una conoscenza di base di tali regole. (vedi Gestalt principles). Regole che questo signore qui sotto conosceva bene, per poter creare oggetti così user-friendly.

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Inoltre i nostri occhi hanno (per fortuna!) la capacità di muoversi in giro, e pensate ad uno schermo di un computer, è uno spazio delimitato ma i nostri occhi non riescono a guardarlo tutto allo stesso momento se vogliamo cogliere informazioni dettagliate. Se guardiamo all’intero schermo allo stesso tempo saremo in grado di conoscerne la forma, il colore le dimensioni, ma non potremo dire esattamente cosa c’è su tale schermo, quale pagina web è mostrare e cosa essa contiene. 

Per sapere cosa contiene dobbiamo concentrarci su piccole aree un po’ alla volta. E questo lo facciamo seguendo pattern specifici, che sono simili ai nostri pattern di lettura, da sinistra a destra e dall’alto al basso (ovviamente sto parlando di culture occidentali, altre culture con differenti pattern di lettura avranno anche differenti pattern di scansione delle pagine). Questo è importante quando pensiamo alla collocazione degli elementi nella pagina. L’angolo in alto a sinistra sarà quello più visto ecco perché là si colloca normalmente il logo. (per approfondire: Lessons from eye tracking studies).

Vedete? Sto parlando del mio lavoro, il web-design, ma non vi ho detto una marea di termini tecnici, invece vi sto solo parlando di esseri umani. E potrei far questo non solo per i movimenti degli occhi e il cervello ma anche per le emozioni, i fattori sociali, le influenze culturali, l’attenzione la memoria e altre cose “umane”.

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E questo è quanto. Si parla di uomini perché le persone sono l’utente finale di ciò che mettiamo online, loro si lamenteranno del modo di funzionare del nostro sito o loro lo useranno tutti i giorni e lo consiglieranno agli amici, cioè abbiamo fatto un buon lavoro. 

Quindi eccoci qui, ad un aspetto cruciale del web-design: conosci i tuoi utenti! “Conosci” significa sia una conoscenza specifica del tipo di persone a cui è rivolto il contenuto del nostro sito, sia più in generale una conoscenza di come le persone ragionano, reagiscono e si comportano quando interagiscono con esso.

Reagiamo infatti in maniere diverse, a seconda di fattori culturali, fisici e degli umori. Studi scientifici ci dicono che i colori parlano un linguaggio emotivo comune a tutti, (vedi Empathizing color psychology for web-design e Call To Action Buttons and the Psychology of Color), ci comunicano emozioni come per esempio la fiducia che è una delle più importanti nel web-design (vedi Cultivating Trust Through Web Design), altri studi ci dicono che le immagini catturano la nostra attenzione molto più del semplice testo e che le immagini che contengono volti di persone la catturano ancora di più (vedi 10 Things To Know About Images In Web Design), ci dicono anche che seguiamo dei pattern quando leggiamo qualcosa o meglio quando scansioniamo la pagina (vedi Engage your readers), e che persino il font può influenzare la nostra opinione su ciò che leggiamo (see The Psychology of Fonts), ci dicono che lo spazio bianco è importante e che ci importa molto di quello che dicono gli altri, non solo nella vita reale, ma anche online.

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In quanto web-designer (ma anche come designer in generale) bisogna imparare a vedere. A vedere di nuovo, e con occhi nuovi, prendendo in considerazione tutti gli aspetti della natura umana nelle sue interazioni con la tecnologia. E per favore, trovate una mezzora di tempo per leggere questo bellissimo articolo di Oliver Reichenstein – Learning to see

Spero di esser riuscita a mostrarvi il collegamento tra i due mondi, la psicologia e il web-design, senza annoiarvi troppo. 

Se invece non ne avete avuto abbastanza e vi ho solleticato un interesse qui ci sono delle letture interessanti (in inglese):